Roma Capitale
Villa Celimontana

CULTURA

Riqualificazione del Parco di Villa Celimontana

Villa Celimontana si trova nel I Municipio e ha una superficie complessiva di mq 110.000.  È di proprietà del Demanio di Stato, con uso perpetuo dell'Amministrazione comunale. 

Al suo interno si trovano vari edifici: 

  • il Villino Mattei (sede dell'Istituto Nazionale Geografico), 
  • la "Casa del Custode", la "portineria", 
  • un fabbricato di pertinenza del Servizio Giardini, 
  • un fabbricato con bagni pubblici e diversi manufatti (un portale monumentale, l'obelisco Mattei, il tempietto neogotico, due ninfei, 15 fontane, un monumento dedicato a Paul Harris e numerosi di reperti archeologici risalenti alla collezione Mattei e da altre provenienze).

Pur nascendo su un terreno ad uso agricolo come la maggior parte delle ville romane, sin dalle fasi iniziali della sua vicenda storica, Villa Celimontana si presenta con una "vocazione" particolare, quella del dialogo con le adiacenti vestigia romane — Terme di Caracalla e Palatino — attraverso l'interazione tra "paesaggio del verde" e "paesaggio delle pietre e dei marmi".

Il progetto prevede la riqualificazione del patrimonio vegetazionale della villa, il riassetto dei percorsi, la revisione dell’impianto di irrigazione. Prevede inoltre il restauro dei manufatti architettonici (tempietto neogotico, fontane artistiche) nonché il reintegro dell’arredo scultoreo mediante collocazione di copie.  

Le attività includeranno: 

Riqualificazione Patrimonio Vegetazionale

  • nuove alberature di pregio, specie esotiche e arbusti ornamentali;
  • valorizzazione di disegni arborei particolari;
  • ricostruzione della spalliera arborea di agrumi nelle adiacenze del Tempietto.

Interventi Architettonici e Scultorei

  • valorizzazione dell'arredo archeologico con copie di pezzi pregevoli;
  • restauro del Tempietto neogotico e delle fontane artistiche.

Assetto Morfologico e Strutturale

  • riassetto dei percorsi, ripristino tratti mancanti della scogliera tufacea;
  • riqualificazione e sicurezza della pista per bambini con materiali eco-compatibili.

Impiantistica

  • revisione impianti delle fontane;
  • revisione e integrazione dell'impianto di irrigazione a basso consumo;
  • illuminazione scenografica di elementi scultorei e architettonici.

Procedure Aggiuntive

  • verifica condizioni fitostatiche della popolazione arborea;
  • redazione scheda VTA e, se necessario, indagini strumentali;
  • potatura degli alberi, restauro di manufatti archeologici.

Il progetto si propone di restituire a Villa Celimontana le condizioni di splendore, con interventi mirati su vegetazione, elementi architettonici e strutture, garantendo una fruizione migliorata e in sintonia con le aspettative della cittadinanza.

Roma Capitale
Render Villa Aldobrandini

SOSTENIBILITÀ

Riqualificazione di Villa Aldobrandini

La riqualificazione di Villa Aldobrandini rappresenta una sfida complessa che tocca aspetti ambientali, architettonici, storici, artistici, urbanistici, sociali e gestionali, tutti legati alla sua accessibilità. Il progetto preliminare di recupero generale della Villa, con un costo stimato di 8.300.000,00 euro, è stato approvato con Delibera della Giunta Capitolina n. 98 del 30 marzo 2023. Questo progetto prevede sei ambiti di intervento:

  • Recupero vegetazionale e riqualificazione del giardino;
  • Recupero del padiglione all'angolo tra via Nazionale e via Mazzarino;
  • Recupero del padiglione all'angolo tra via Nazionale e largo Magnanapoli;
  • Restauro e recupero della loggia cinquecentesca, accesso originario alla villa;
  • Restauro della scala e adeguamento con ascensore dal portale ottocentesco su via Nazionale;
  • Restauro e riqualificazione dell’area archeologica.

Con un finanziamento iniziale di 2.700.000,00 euro, è stato elaborato il progetto esecutivo del primo lotto, i cui lavori hanno preso avvio l'11 aprile 2024. Questa prima fase prevede:

  • Recupero vegetazionale e riqualificazione del giardino;
  • Recupero del padiglione all'angolo tra via Nazionale e largo Magnanapoli, con destinazione d’uso a coffee house e installazione di un ascensore di collegamento con il giardino;
  • Restauro e recupero della loggia cinquecentesca, accesso originario alla villa, con sistemazione museale e recupero della cordonata.

Ama S.p.A.

Render Biodigestore di Cesano

SOSTENIBILITÀ

Biodigestore di Cesano

Realizzazione di un biodigestore anaerobico con una capacità di 100.000 tonnellate/anno per gestire la frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Questo intervento mira al recupero efficace di materia, trasformando la frazione organica in un ammendante di qualità per l'uso agricolo, e alla produzione di energia attraverso biogas e biometano.

Questa soluzione avanzata per il trattamento dei rifiuti solidi urbani sarà orientata verso la sostenibilità ambientale, con il duplice beneficio di recuperare materia preziosa per l'agricoltura.

Roma Capitale
GRAB

SOSTENIBILITÀ

GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Bici)

Il progetto denominato GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Biciclette) è un circuito ciclabile concepito da associazioni di ciclisti e ambientalisti con l'obiettivo di promuovere il turismo e valorizzare il paesaggio e il patrimonio storico-artistico-ambientale. Si tratta di un percorso anulare lungo circa 50 km, composto sia da tratti preesistenti di piste ciclabili lungo le strade e nei parchi, sia da nuovi tracciati appositamente costruiti.                 

Il progetto è già stato incluso nel sistema nazionale di ciclovie turistiche, conferendogli una rilevanza pubblica significativa. La sua implementazione rientra nelle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e si configura come uno degli interventi correlati alle celebrazioni del Giubileo della Chiesa cattolica nel 2025.

Il GRAB attraversa i luoghi più significativi di Roma, dal centro alla periferia. Diviso in 6 lotti, ognuno suddiviso in stralci, il percorso tocca luoghi iconici come il Colosseo, il Palatino, le Terme di Caracalla, la via Appia antica, il Quadraro, la Riserva Naturale dell'Aniene, villa Ada, villa Borghese, via Guido Reni, viale Angelico, via Lepanto, via Giulia e via dei Fori Imperiali.

Le attività del progetto mirano a garantire la fruibilità, interconnessione e intermodalità del circuito, rispettando la Direttiva MIT 375/2017. Questo rende la Ciclovia di Roma un'infrastruttura chiave per promuovere la mobilità sostenibile e la salute. La sua realizzazione si propone come opportunità per trasformare e valorizzare aree strategiche della città, ripensando ruoli e forme di assi stradali.

La Ciclovia diventa parte integrante di questa trasformazione, influenzando positivamente la qualità degli spazi urbani. Collegando luoghi di eccellenza e funzioni quotidiane, l'infrastruttura si radica nei territori attraversati, diventando una traiettoria d'incontro e una valida alternativa all'uso dell'automobile per gli spostamenti quotidiani.

La realizzazione di collegamenti con stazioni del ferro è cruciale per estendere il raggio di fruizione del GRAB. La ciclovia interseca 8 stazioni della metropolitana, 13 fermate di 6 diverse linee del tram e 3 stazioni ferroviarie. Questo rende il GRAB accessibile anche dalla rete ferroviaria, metro e tranviaria, ampliando il suo utilizzo oltre i confini comunali.

Approvato nel dicembre 2023, il progetto definitivo elimina interferenze con opere giubilari e interventi del PNRR, garantendo la coerenza del GRAB con le celebrazioni del Giubileo della Chiesa cattolica e gli obiettivi di pianificazione urbana (PUMS – PGTU). La Ciclovia si configura come chiave per una nuova visione della mobilità urbana, contribuendo alla riduzione dell'inquinamento, dei costi sociali e promuovendo l'equità nell'accesso alle risorse del territorio.

Lungo il percorso nella città, dal centro alla periferia, il GRAB assume caratteri e tipologie diversi: in alcuni tratti è un percorso riconoscibile, separato da quello pedonale, in altri, invece, viaggia su marciapiede, integrandosi con la strada. Negli spazi verdi delle ville e dei parchi, l’itinerario segue i percorsi esistenti, interessati da lavori di ripristino delle originarie pavimentazioni e del sistema di smaltimento delle acque, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e il decoro. In sede di conferenza dei servizi, il Parco Archeologico del Colosseo ha richiesto, per il Lotto 1, la condivisione delle scelte inerenti alla “banda verde” e alla piantumazione di specifiche piante lungo la via di San Gregorio.

Cantiere che si considera parzialmente chiuso e funzionale all’inizio dell’anno giubilare.

Fondo Privato

Render ex Residence Bravetta

SOSTENIBILITÀ

Ex Residence Bravetta

L'ex Residence di via Bravetta, una struttura di circa 100.000 metri cubi costruita alla fine degli anni '70, è rimasto in uno stato di abbandono per oltre 15 anni, configurandosi come una struttura di cemento armato all'ingresso della Riserva Naturale Valle dei Casali. 

A seguito dello sgombero dell'ultima palazzina, avvenuto nell’agosto del 2007, gli edifici sono stati privati dei muri esterni per evitare occupazioni, in attesa di bonifica e riqualificazione.

Le operazioni di demolizione del primo edificio sono iniziate a luglio 2022 e sono state completate nella primavera del 2023. A novembre 2023 sono iniziate le demolizioni del secondo comparto, costituito da 4 fabbricati, che termineranno nella primavera del 2024.

Conformemente a una delibera di Giunta del 2022 e alla successiva convenzione integrativa firmata a maggio 2023, nell'area dell'ex Residence verrà realizzato un nuovo Polo per l'infanzia, comprendente un asilo nido e una scuola materna con una capacità massima di accoglienza di 150 bambini. Saranno altresì sviluppate piazze e percorsi pubblici tra il complesso del "Buon Pastore" e il parco stesso, facilitando la connessione diretta del quartiere con il sistema dei parchi urbani circostanti: "Valle dei Casali", "Tenuta dei Massimi" e "Villa Pamphili".

Fondo Orchidea

Ex Fiera di Roma - cantiere

SOSTENIBILITÀ

Ex Fiera di Roma

La Giunta di Roma Capitale ha ratificato l'accordo con il fondo Orchidea Srl, stabilendo il via alla riqualificazione del complesso della ex Fiera di Roma. L'obiettivo primario è recuperare una vasta area centrale della città e creare un ambiente aperto e integrato con il territorio, promuovendo la collaborazione con Enti e Istituzioni, in particolare con l'Università di Roma Tre. L'intervento mira a coniugare interessi privati con finalità pubbliche legate alla ricerca e sperimentazione, delineando un modello di "hub" per la formazione e la conoscenza a beneficio dei cittadini.

L'accordo prevede la completa trasformazione del sito in via Cristoforo Colombo mediante la demolizione degli edifici e la loro sostituzione con nuove strutture pubbliche e private. Su un'area totale di circa 76.000 mq, di cui oltre 12.000 mq vincolati a verde pubblico attrezzato di competenza di Roma Capitale, si prevedono 35.000 mq destinati a uso abitativo, di cui oltre 7.000 mq dedicati all'edilizia sociale. Inoltre, sono previsti oltre 8.800 mq per scopi non residenziali, di cui circa 6.800 mq per servizi direzionali e 2.000 mq per attività commerciali. Il progetto comprende anche circa 27.000 mq di verde pubblico attrezzato  e circa 12.500 mq privati.

Al fine di definire il piano urbanistico esecutivo, è stato indetto un concorso per la selezione del Masterplan, che è stato vinto dal progetto “La città della gioia”, sviluppato da Acpv Architects, Arup, Asset e P’Arcnouveau. Ottantamila euro le risorse a disposizione dal fondo: quarantamila euro per la proposta vincitrice e diecimila euro a ciascuna delle prime quattro proposte segnalate dopo la proposta vincitrice.

Il progetto, il cui titolo rimanda al famoso romanzo dello scrittore francese Dominique Lapierre, propone di realizzare la rigenerazione di quest’area attraverso numerosi interventi, sviluppando nuove sinergie e relazioni tra la città pubblica e la città privata, dando così corpo e continuità agli interventi previsti dalla Convenzione Urbanistica di Piazza dei Navigatori.

Prevede, tra le altre cose, numerose aree verdi e servizi per favorire attività all’aria aperta, lo sport e la socialità, a misura di famiglie e giovani, come aree picnic, zone dedicate agli eventi e spazi attivi per il fitness.

Il 50% delle superfici sarà destinato a verde e servizi, con un aumento della permeabilità del suolo di circa 3,9 ettari di superficie, circa la metà dell’area totale (7,6 ettari).

Digital Realty

Render panoramico Data Center Digital Realty Testuggini

INNOVAZIONE

Data Center Digital Realty Via delle Testuggini - Trigoria

La Giunta di Roma Capitale ha approvato il Piano di Riuso del Centro Gestionale ex ACEA, situato in via delle Testuggini nel Municipio Roma IX, per la trasformazione in un Data Center. Il progetto prevede la realizzazione di una struttura su una superficie di oltre 150.000 mq, che includerà spazi verdi per oltre 24.000 mq e una piazza pedonale di 14.000 mq. Sarà inoltre adeguata la viabilità e verranno realizzati oltre 12.000 mq di parcheggi.

La conversione del sito industriale dismesso avverrà tramite la parziale ristrutturazione degli edifici esistenti e il riutilizzo limitato della Superficie Utile Lorda (SUL) per nuovi impianti, senza aumentare la cubatura né impattare ulteriormente sul paesaggio. L’intervento ha l’obiettivo di riqualificare l'area, migliorare le infrastrutture tecnologiche esistenti e valorizzare l'ambiente circostante. Il nuovo Data Center contribuirà significativamente alla creazione di posti di lavoro, sia durante la fase di costruzione che nell'operatività del centro, generando impatti positivi a livello fiscale ed economico.

La realizzazione di infrastrutture digitali di livello europeo, mediante la riconversione di siti in disuso come il Centro Gestionale Acea, non solo favorisce lo sviluppo urbanistico della città ma anche la crescita economica e occupazionale. Tali centri, inoltre, aumentano l'attrattività della città, rendendola più favorevole agli investimenti di rilievo.

Roma Capitale
Infografica Stazione Venezia

SOSTENIBILITÀ

Metro C: Stazione Venezia

La Linea C, terza linea della metropolitana di Roma, prevista dal Piano Regolatore Generale e confermata nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile approvato il 13 dicembre 2024 dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, attraversa la città da sud-est a nord-ovest, collegando aree urbane distanti e ampliando in modo significativo la rete metropolitana esistente.

Il tracciato complessivo della linea si sviluppa per circa 29 km e comprende 31 stazioni. Ha origine nel Comune di Monte Compatri, segue in superficie il tracciato della ex ferrovia Termini – Pantano, quindi scende sotto terra poco prima del Grande Raccordo Anulare. La linea attraversa il centro storico, i quartieri Prati e Mazzini e termina alla Farnesina, dopo avere sottopassato per tre volte il Tevere. La tecnologia di sistema è quella dell’automazione integrale, con treni senza conducente a bordo e porte automatiche che separano le banchine dai binari. La Linea C scambia due volte con la Linea A (a San Giovanni e Ottaviano), una volta con la Linea B (a Colosseo/Fori Imperiali) e una volta con le ferrovie regionali (a Pigneto).

Il tracciato è articolato in più tratte: T1, da Farnesina a Mazzini (esclusa), in progettazione; T2, da Mazzini a Colosseo/Fori Imperiali (esclusa), in cantiere; T3, T4, T5, T6A e T7, da Colosseo/Fori Imperiali al capolinea di Monte Compatri/Pantano, più il Deposito/Officina di Graniti, già in esercizio. La suddivisione è legata alla disponibilità dei finanziamenti e all’evoluzione del quadro normativo in materia di appalti pubblici.

La tratta T2 è composta dalla sub-tratta funzionale Venezia – Colosseo/Fori Imperiali (esclusa), in cantiere da giugno 2023, e dalla sub-tratta Mazzini – Venezia (esclusa), in cantiere da febbraio 2026. La tratta si estende complessivamente per 4,5 km e comprende 5 nuove stazioni; per la costruzione delle 5 stazioni sarà realizzato uno scavo archeologico per un volume complessivo di 165.000 metri cubi.

La realizzazione della tratta T2 ha avuto inizio dalla sub-tratta Venezia – Colosseo/Fori Imperiali (esclusa), comprendente il tratto di gallerie dalla stazione Venezia al limite della tratta T3, che era stato già scavato a settembre 2020 contestualmente ai lavori della Tratta T3 (Delibera CIPE 76/2019). Per quanto riguarda la stazione Venezia, con l’Ordinanza della Commissaria straordinaria del Governo per la realizzazione della Linea C n. 3 del 30.12.2022 è stato approvato il progetto definitivo e il relativo Quadro Economico, coperto interamente dallo Stato con finanziamenti assegnati con legge n. 164 dell’11.11.2014 e legge n. 234 del 30.12.2021. Il 16 giugno 2023, dopo l’approvazione del progetto esecutivo, sono state avviate le attività propedeutiche e aperti i primi cantieri su piazza Venezia e all’inizio di via dei Fori Imperiali. Si prevede una durata dei lavori di circa 10 anni.

Per quanto riguarda il resto della tratta T2, con l’Ordinanza della Commissaria n. 10 del 27.06.2025 è stato approvato il progetto definitivo e il relativo Quadro Economico della sub-tratta Mazzini – Venezia (esclusa), coperto interamente dallo Stato con finanziamenti assegnati con legge n. 234 del 30.12.2021 e legge n. 197 del 29.12.2022. La Commissaria, in conseguenza della decisione degli Enti finanziatori di realizzare la tratta T2 contemporaneamente alla tratta T1 Farnesina – Mazzini (esclusa), ha poi approvato con l’Ordinanza n. 12 del 30.12.2025 il progetto definitivo di variante della sub-tratta Mazzini – Venezia (esclusa) unitamente al progetto definitivo della tratta T1, al Quadro Economico Generale aggiornato dell’opera comprensivo della tratta T1 e al cronoprogramma unitario di realizzazione delle tratte T1 e T2.

Le attività di cantiere della sub-tratta Mazzini – Venezia (esclusa), dopo l’approvazione del progetto esecutivo, sono state avviate il 25 febbraio 2026 con la recinzione delle aree delle stazioni Chiesa Nuova, Piazza Pia/Castel S. Angelo, Ottaviano e Mazzini. Si prevede una durata dei lavori di circa 10 anni. Le gallerie saranno realizzate a seguito dell’avvio dei lavori della successiva tratta T1, dopo avere introdotto le TBM (frese meccaniche) nel sottosuolo attraverso il pozzo della futura stazione terminale Farnesina, procedendo da quest’ultima fino alla stazione Venezia senza soluzione di continuità. 

Nel cantiere di piazza Venezia saranno estratte sia le TBM provenienti da Farnesina che quelle che hanno scavato la tratta T3, al momento ferme nel sottosuolo in corrispondenza della futura stazione.

La stazione Venezia si sviluppa sotto l’omonima piazza, con uscite accanto al Palazzo Venezia e all’inizio di via dei Fori Imperiali lato Foro di Traiano; una ulteriore uscita all’inizio di via del Teatro Marcello, accanto al Vittoriano, sarà connessa all’atrio di stazione da un cunicolo sotterraneo. Venezia è una delle 3 archeo-stazioni della tratta T2 (insieme a Chiesa Nuova e Piazza Pia/Castel S. Angelo) e non solo conterrà, al piano atrio, spazi espositivi per i reperti e le strutture archeologiche rinvenute durante lo scavo, ma costituirà un hub culturale grazie a collegamenti sotterranei con il piano interrato di Palazzo Venezia, l’Ateneo di Adriano rinvenuto a piazza Madonna di Loreto, il Parco Archeologico dei Fori e il museo del Vittoriano. La profondità della stazione è di 45 metri dal piano stradale.

L’importo del finanziamento della stazione Venezia rientra nel Quadro Economico (Q.E.) pari a €692.516.904,57 della Metropolitana di Roma - Linea C, tratta T2, relativo alla sub-tratta dalla stazione Venezia alla stazione Colosseo/Fori Imperiali (esclusa).

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Parco del Celio

SOSTENIBILITÀ

Recupero ambientale e riqualificazione delle aree verdi del Parco del Celio

Il Parco del Celio presenta una marcata disomogeneità con l'area circostante, in particolare con la Piazza del Colosseo e il Parco archeologico del Colosseo. La dislocazione ad un rilevato superiore rispetto alla quota degli assi stradali sottostanti, a Via di San Gregorio e Via Celio Vibenna, crea una separazione fisica con la Piazza del Colosseo e le aree verdi circostanti.

L'obiettivo principale dell'intervento è promuovere un dialogo visivo e paesaggistico tra l'area del Celio e le zone circostanti, con particolare attenzione al Parco archeologico del Colosseo e al Palatino, dando vita ad una reale identità del "Parco Archeologico del Celio".

All'interno del Parco, sono presenti importanti aree archeologiche come il Claudium, il complesso della Casina del Salvi e l'area dell'Antiquarium, attualmente separate. La presenza di questi resti archeologici in un contesto verde caratterizzato da alberi ad alto fusto è evidente. 

Lo studio della cartografia storica è fondamentale per trarre ispirazione progettuale dalla vocazione originaria del Parco, che includeva funzioni quali orto botanico e vigne annesse. Questa ricerca storica contribuirà a ridare forma e coerenza al Parco del Celio, integrando in modo armonioso gli elementi archeologici con il contesto paesaggistico e promuovendo una fruizione più completa e significativa dell'area.

Le attività previste includeranno:

  • la rimozione dell’asfalto attualmente presente nel viale di percorrenza del tram;
  • la riqualificazione dell’area di transito dell’Archeotram con una “naturalizzazione” dell’area interessata al percorso prevedendo un attraversamento nel “verde”;
  • la rimozione della recinzione nel tratto antistante all’area del Claudium e la conseguente continuità spaziale con l’area sul lato opposto;
  • la bonifica selettiva della vegetazione presente sulle pendici lungo Via Celio Vibenna;
  • la rimozione dell’eccessivo numero di oleandri che coprono una visuale panoramica aperta;
  • la messa a dimora di arbusti della famiglia delle rosacee;
  • la piantumazione di piante arbustive di tradizione antica;
  • la sistemazione del comparto vegetazionale presente nel sito e delle varie zone presenti;
  • l’analisi sulla stabilità delle piante, VTA (Visual Tree Assessment) e strumentali;
  • la creazione di un impianto di irrigazione lungo le aree interessate dalle nuove piantagioni arbustive;
  • la realizzazione di un’area in affaccio su Via Celio Vibenna che permetta un’ampia veduta sull’area del Colosseo;
  • la posa in opera di una ringhiera in ferro in tutto il tratto di affaccio sulla scarpata che parte da Via di San Gregorio e prosegue in Via Celio Vibenna;
  • la creazione di percorsi multifunzionali di comunicazione tra le varie aree archeologiche;
  • l’illuminazione di tutta l’area attraverso uno studio mirato e puntuale;
  • la predisposizione di un percorso sinusoidale, in terra stabilizzata, adatto anche a persone con disabilità. 

L’importo stimato dell’opera, secondo il primo finanziamento, ex DPCM 08/06/2023, stanziato nel programma del Giubileo, era di € 2.440.000,00 (IVA inclusa). Si è reso necessario incrementare l’importo iniziale di ulteriori € 200.000,00, per un importo complessivo del finanziamento pari a € 2.640.000,00. L’obiettivo è di consentire la realizzazione dell’impianto di irrigazione del Parco attraverso un nuovo sistema idrico di alimentazione tramite serbatoi di accumulo, avendo riscontrato in sede di sopralluoghi congiunti con ACEA Ato 2 e Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici la dismissione del ramo di condotta dell’impianto irriguo cittadino interessato all’intervento.

Roma Capitale
Render Aranciera di San Sisto

SOSTENIBILITÀ

Riqualificazione dell'Aranciera di San Sisto

L’aranciera di San Sisto è una serra monumentale realizzata dall’Arch. Raffaele de Vico nel 1926 per la messa dimora delle piante del Dipartimento Tutela Ambientale.  

Il progetto di riqualificazione avrà come obiettivo il consolidamento strutturale e l’efficientamento energetico dell’edificio. Saranno applicate tecnologie e soluzioni mirate al fine di preservarne l’aspetto originale, rendendolo allo stesso tempo uno spazio polifunzionale. 

Il progetto prevederà l’adozione di strategie energetiche passive per il controllo climatico dell’edificio, integrate ad un innovativo impianto fotovoltaico, un impianto geotermico, un sistema di depurazione dell’aria attraverso le piante e un sistema per il recupero e il riciclo dell’acqua. Il restauro dell’Aranciera diventerà così un modello progettuale virtuoso e potenzialmente riutilizzabile, anche in altri edifici di proprietà del Comune di Roma.